

Nel connubio appassionante tra sport e tecnologia, ho fatto di Nextcloud 28 il fulcro della mia piattaforma collaborativa. Nextcloud è una potente soluzione open source per la gestione dei file, ma va ben oltre: offre una piattaforma completa per la condivisione, la collaborazione e la sincronizzazione dei dati. Per una panoramica dettagliata su Nextcloud e le sue incredibili funzionalità, ti invito a esplorare questo link.
Da anni, Nextcloud è il mio alleato nella gestione di una piattaforma collaborativa e nella condivisione di file durante le partite di pallacanestro. Mantenendo il controllo totale grazie al server Linux che alimenta il mio blog, ho sviluppato l’abitudine di eseguire gli aggiornamenti tramite la CLI e supportato da un mio pratico script bash. Tuttavia, l’ultimo upgrade dalla versione 27.x alla 28.x ha presentato alcune sfide.
Così le ho affrontate anche questa volta anche quando apparentemente sembrava fosse andato tutto liscio. Ho iniziato a fare alcuni controlli di rito:
I primi due test sono falliti miseramente mostrandomi una pagina bianca, il terzo generava un loop di caricamento. Panico, ho scassato tutto… (ho il backup di un’ora prima che non presenta delta, ma questa è un’autentica rottura di scatole)
Durante l’aggiornamento, ho affrontato problemi come l’accesso ai log e al controllo “Attività” tramite il web, che generavano pagine bianche, e i link di condivisione che causavano loop di caricamento. La ricerca sul forum di NextCloud 28 ha rivelato che molti utenti hanno sperimentato gli stessi inconvenienti a causa di un nuovo mimetype introdotto nella versione 28: mjs (ECMAScript module system), un’estensione di Node.js precedentemente non gestita dal CMS.
Analizzando il caricamento della pagina attraverso il browser, ho notato che alcuni script nelle pagine di log e attività di Nextcloud 28 erano interpretati erroneamente come “application/octet-stream” anziché “application/x-javascript“.
La soluzione è stata modificare i mimetypes consentiti nel file di configurazione del web server (nel mio caso, OpenLiteSpeed) aggiungendo:
mjs = application/x-javascript
Dopo questa modifica al file mime.properties, è bastato riavviare il webserver.
Nonostante rimangano alcuni errori durante la scansione di una specifica cartella per l’aggiornamento dei file, le funzionalità principali di Nextcloud sono tornate a “esistere”, consentendomi di continuare a lavorare serenamente. 🙂
Nextcloud è una piattaforma open source per la gestione, sincronizzazione e condivisione dei file, che offre anche strumenti di collaborazione avanzata. È molto utilizzata in ambienti professionali e sportivi perché consente controllo totale dei dati, specialmente quando installata su server Linux self-hosted.
Il problema è legato all’introduzione del nuovo mimetype .mjs (ECMAScript module system). In alcuni web server, questo tipo di file viene interpretato come application/octet-stream invece che come JavaScript, causando il mancato caricamento degli script necessari al funzionamento dell’interfaccia web.
Il problema è legato all’introduzione del nuovo mimetype .mjs (ECMAScript module system). In alcuni web server, questo tipo di file viene interpretato come application/octet-stream invece che come JavaScript, causando il mancato caricamento degli script necessari al funzionamento dell’interfaccia web.
La soluzione consiste nell’aggiungere manualmente il mimetype corretto nel file di configurazione del web server. Ad esempio, su OpenLiteSpeed è sufficiente inserire:
mjs = application/x-javascript
nel file mime.properties e riavviare il web server per rendere effettiva la modifica.
Dopo l’intervento sui mimetype, le funzionalità principali di Nextcloud 28 tornano operative, inclusi accesso ai log, attività e link di condivisione. Possono restare alcuni warning durante la scansione dei file, ma il sistema risulta nuovamente stabile e utilizzabile in produzione.