Il giro in moto alla Panoramica Zegna si inserisce come terza tappa di una roadmap pensata per crescere per gradi, non solo in termini di chilometri o difficoltà, ma soprattutto di profondità dell’esperienza di viaggio in moto.
Il giro al Lago d’Orta ha rappresentato il punto di partenza: una uscita consapevole, costruita per prendere le misure, ritrovare ritmo e metodo, senza forzature. Un itinerario accessibile, utile per rimettere al centro la guida fluida e la gestione del tempo.
Con Langhe e Roero il viaggio ha iniziato a farsi più articolato: colline continue, strade che si rincorrono, maggiore richiesta di attenzione e una prima vera immersione in un territorio da leggere curva dopo curva.
La Panoramica di Zegna segna un passaggio ulteriore. Qui il paesaggio cambia ancora, la quota sale in modo più deciso e la varietà delle strade aumenta sensibilmente. Non siamo ancora nell’alta montagna, ma nemmeno più nella dimensione rilassata delle colline: è una zona di confine, perfetta per alzare l’asticella senza snaturare l’idea di viaggio.
Questo giro è stato pensato come un anello ampio e coerente, capace di collegare pianura, colline e dorsali alpine, con un’alternanza costante tra tratti tecnici, strade scorrevoli e punti di forte identità territoriale. L’Oasi Zegna non è soltanto una meta centrale, ma il cuore concettuale del percorso: un’area che sintetizza natura, storia e progettazione del paesaggio, e che invita a rallentare, osservare e respirare.
In questa roadmap, la Panoramica Zegna ha anche un ruolo strategico: prepara il terreno a ciò che verrà dopo. La tappa successiva, orientata verso il Lago Maggiore, porterà con sé distanze ancora più ampie e una diversa relazione con l’acqua, i fondovalle e le grandi direttrici. Prima di arrivarci, però, era necessario attraversare una fase di consolidamento: imparare a gestire dislivelli, cambi climatici, tempi di percorrenza più lunghi e un livello di immersione nel viaggio più profondo.
Questo articolo non racconta ancora ciò che è stato vissuto, ma come e perché questo giro è stato progettato. È un momento di passaggio nella roadmap: meno introduttivo dei precedenti, ma non ancora conclusivo. Un giro che richiede attenzione, preparazione e la giusta predisposizione mentale, perché da qui in avanti il viaggio in moto smette definitivamente di essere una semplice uscita e inizia ad assumere una dimensione più completa.
Panoramica Zegna: la logica del percorso e del giro in moto
Elenco completo delle tappe (da Torino al rientro a Torino)
- Torino
- Pavignano
- Zumaglia
- Pettinengo
- Pianezze
- Strona
- Valle Mosso
- Oasi Zegna / Fondazione Zegna (sosta principale)
- Labirinto di Stavello
- Chiesetta Alpina
- Poggio Vallemosso
- Bocchetta di Margosio
- Bocchetta Luvera
- Bielmonte
- Bocchetto di Sessera (Bosco del Sorriso) – possibilità di sosta
- Borgo di Rosazza
- Galleria Rosazza
- Santuario di San Giovanni d’Andorno
- Santuario di Oropa
- La Trappa
- Santuario di Graglia
- Muzzano
- Battistero di San Giovanni e Pieve di San Lorenzo
- Ivrea
- SS26
- Chivasso
- Torino
Costruzione del percorso verso la Panoramica Zegna
La logica di questo anello è stata pensata secondo tre principi fondamentali:
Progressione altimetrica e geografica
Il percorso parte dalla pianura torinese e si addentra gradualmente nelle colline e nelle prime dorsali alpine del Biellese. Le prime tappe (Pavignano, Zumaglia, Pettinengo, Pianezze) consentono di scaldare la guida, alternando tratti più rilassati a curve più strette, introducendo i primi scorci panoramici.
Cuore del giro in moto e tappe iconiche
L’Oasi Zegna rappresenta il fulcro del percorso: qui strade secondarie, boschi e crinali si combinano con il paesaggio alpino più aperto. Da qui partono deviazioni strategiche per borghi, valichi secondari e punti panoramici (Labirinto di Stavello, Chiesetta Alpina, Bocchette di Margosio e Luvera, Bielmonte). L’anello è costruito in modo da evitare strade già percorse: ogni segmento ha una direzione differente rispetto all’andata, minimizzando duplicazioni.
Chiudere l’anello con rientro vario
Dopo la fase più tecnica e panoramica, il percorso si stempera verso il rientro, passando tra borghi storici e santuari alpini (Rosazza, Santuario di San Giovanni d’Andorno, Oropa, La Trappa, Graglia). La discesa verso la pianura e la cultura storica di Muzzano e delle pievi storiche completano il giro prima del rientro a Torino, offrendo un mix di guida, panorami e attrattive culturali.
Giro in moto alla Panoramica Zegna: travelmap e anticipazione
L’articolo sarà corredato da una mappa interattiva del percorso, che mostra visivamente:
- la progressione dalle prime colline fino all’Oasi Zegna e i valichi alpini,
- le tappe iconiche e le possibili soste,
- l’ampiezza dell’anello e la logica di ritorno senza duplicazioni di strada.
Il file GPX completo sarà reso disponibile nell’articolo post-giro, quando potremo condividere l’esperienza reale e le eventuali varianti, confermando o modificando la sequenza pianificata.
Avvicinamento al Biellese
Pavignano (ca. 500 m) – Porta d’ingresso verso le colline biellesi
Primo rilievo altimetrico significativo dopo la partenza da Torino: Pavignano si colloca attorno ai 500 m di quota, con una strada che si alza gradualmente dal fondo valle verso le colline sopra Biella. Questo tratto consente di abbandonare la pianura e prendere confidenza con le curve e le variazioni del terreno. Il borgo è parte del comprensorio collinare biellese, ricco di antiche tracce tessili e di piccoli insediamenti di montagna, utili per prendere il ritmo della guida.
Zumaglia (ca. 530–540 m) – Collina storica e primo balcone panoramico
La strada verso Zumaglia sale gradualmente, accompagnata da panorami più aperti sulla pianura padana e le Prealpi, introducendo al cuore della zona collinare. Zumaglia è noto per il suo castello medievale e le colline che lo circondano, che in passato funsero da presidio difensivo e oggi costituiscono un punto panoramico caratteristico. La quota non è impegnativa, ma la sequenza di curve è utile per affinare la tecnica iniziale di questo giro.
Pettinengo (ca. 660 m) – “Balcone del Biellese” con storia laniera
Pettinengo, centro arroccato sopra la vallata, segna un primo punto di vera transizione altimetrica. A circa 660 m di quota, offre un punto di osservazione sulla pianura e sulle prime propaggini alpine. Storicamente legato all’industria tessile e alla cultura locale, è noto anche per Villa Piazzo, costruita nell’Ottocento come residenza panoramica e oggi luogo di interesse architettonico. Questo tratto anticipa la salita più significativa verso Pianezze e oltre, introducendo un profilo di guida più impegnativo.
Pianezze (ca. 680 m) – Transito tecnico verso il cuore del Biellese
Pianezze sorge poco oltre la linea collinare principale e si colloca oltre i 680 m di quota, fungendo da collegamento naturale tra il primo tratto collinare e la valle più profonda che porta verso Strona e Valle Mosso. In questo punto il profilo altimetrico si fa più continuo, con salite e discese più marcate; è qui che la strada comincia a mostrare forme tipiche da media montagna, aprendo la porta alle valli interne e alle dorsali più elevate. L’uscita da Pianezze verso Strona rappresenta il vero ingresso nell’ambiente alpino-minore del Biellese.
Strona (ca. 490–500 m) – Nodo di valle per le escursioni interne
Strona, situato nella parte più bassa della Valle di Mosso / Strona di Mosso, segna il ritorno a quote inferiori dopo il passo attraverso Pianezze. Pur non essendo una quota elevata, il paese rappresenta un punto logistico: da qui si raccordano diverse strade che conducono verso le valli interne e l’Oasi Zegna. La presenza dello Strona di Mosso contribuisce anche ad un paesaggio più “tipico di fondovalle”, con piccoli borghi e tracce dell’antica cultura laniera.
Queste tappe iniziali sono pensate per gradualmente orientare il motociclista dal contesto urbano alla dimensione montana, con un progressivo incremento di quota e varietà di guida. Le altimetrie sono indicative e servono a dare un’idea generale di progressione in vista del cuore dell’itinerario, ovvero l’area dell’Oasi Zegna.
Il cuore del giro in moto: Oasi Zegna e le dorsali alpine
Valle Mosso (circa 550 – 600 m) – Nodo di valle e transizione verso la Panoramica Zegna
Prima di affrontare l’area più alta del percorso, la Valle Mosso rappresenta un punto logico di collegamento tra la bassa valle e i versanti che portano all’Oasi Zegna. Storicamente legata alla tradizione laniera biellese, qui la strada si allarga e consente di riprendere ritmo prima delle salite successive.
Oasi Zegna / Fondazione Zegna (circa 1200 – 1400 m) – Sosta principale e cuore concettuale
Cuore geografico e simbolico del giro in moto, l’Oasi Zegna è un progetto paesaggistico e naturalistico unico in Italia, voluto da Ermenegildo Zegna agli inizi del Novecento per valorizzare il territorio alpino di proprietà della sua famiglia. Qui la strada diventa più ampia, panoramica e montana, con quote che oscillano oltre i 1200 m e continui cambi di scenario. La sosta qui serve per misurare la quota, assorbire il paesaggio e prepararsi alle dorsali successive di un giro in moto che si farà via via più impegnativo.
Labirinto di Stavello (circa 1250 m) – Puntamento panoramico e caratteristico
Piccola deviazione panoramica che regala vedute articolate sui versanti e sulle valli circostanti, utile per prendere confidenza con strade di quota più strette e per spezzare la monotonia delle tratte più lunghe.
Chiesetta Alpina (circa 1400 m) – Punto d’altura raccolto
Piccolo edificio religioso in quota, simbolo della integrazione tra ambiente e spiritualità alpina, collocato in un tratto in cui le quote si alzano e la strada diventa tecnicamente più interessante per un motociclista esperto.
Poggio Vallemosso (circa 1500 m) – Balcone sulle dorsali
Quota significativa prima dei valichi, con panorami che aprono verso le valli circostanti. Serve come tappa di transizione verso i valichi successivi e predispone la guida alle pendenze.
Bocchetta di Margosio (circa 1520 m) – Valico secondario tecnico
Valico poco trafficato e apprezzato dai motociclisti per la sequenza di curve e la guida ritmica. È un punto tecnico che introduce la zona meno nota e più “da esplorare” dell’itinerario di questo giro in moto.
Bocchetta Luvera (circa 1500 – 1520 m) – Collegamento panoramico tra creste
Collegamento naturale tra valli e crinali, con strade che aprono panorami ampissimi verso le Alpi Pennine e verso i corpi montuosi del Biellese. La quota qui è mantenuta con continuità, permettendo un ritmo di guida più fluido.
Bielmonte (circa 1400 – 1500 m) – Balcone alpino e cuore Zegna
Località di riferimento dell’Oasi Zegna, nota anche per attività stagionali e vista aperta su più catene alpine. Qui si conferma il carattere “alta quota” del giro, con strade che offrono ampie curve e panorami estesi.
Bocchetto di Sessera (Bosco del Sorriso) (circa 1300 m) – Valico ombreggiato e possibile sosta
Passo immerso nei boschi, caratterizzato da tratti tecnici tra conifere e un andamento altimetrico morbido, ideale per ristoro e pausa prima di proseguire verso le tappe storiche.
Borgo di Rosazza e Galleria di Rosazza (quota Galleria 1488 m) – Tappa iconica e collegamento verso Oropa
La Galleria di Rosazza è uno degli elementi più peculiari di tutto il giro in moto sulla panoramica Zegna: un tunnel stradale lungo circa 367 m, costruito tra il 1893 e il 1897 a 1488 metri sul livello del mare per volontà del senatore Federico Rosazza, con lo scopo di collegare i Santuario di San Giovanni d’Andorno e il Santuario di Oropa senza dover scendere nei fondovalle circostanti.
L’opera, scavata a mano nella roccia dura, rappresenta un tratto scenografico e suggestivo: la strada sale gradualmente fino alla quota del tunnel, offrendo viste sulle valli laterali e un’esperienza di guida diversa dal solito. La strada è soggetta a condizioni di percorribilità variabili, quindi è essenziale verificare lo stato attuale del transito prima dell’uscita.
Dal punto di vista motociclistico, questo collegamento consente di arrivare più rapidamente e con maggiore continuità panoramica verso il Santuario di Oropa, evitando tratti di valle meno scenografici. La struttura ricorda per atmosfera e funzione altre gallerie storiche alpine come la Galleria dei Saraceni vicino a Bardonecchia, pur in scala più contenuta.
Questa sezione del percorso costituisce il cuore alpino-minore dell’anello: quote sostenute, strade panoramiche e punti di grande identità storico-ambientale, in preparazione alla fase di discesa e rientro che verrà trattata nella sezione successiva.
Deviazioni simboliche e punti di carattere
Labirinto di Stavello (circa 1250 m) – Punto panoramico e caratteristico
Piccola deviazione dall’anello principale del giro in moto: il Labirinto di Stavello è una struttura verde di interesse turistico e paesaggistico, immersa tra boschi e prati alpini. Pur essendo di breve percorrenza, offre panorami articolati sulla Valle di Mosso e introduce il motociclista alla logica dei percorsi laterali, valorizzando la guida su strade meno conosciute.
Chiesetta Alpina (circa 1400 m) – Luogo raccolto e silenzioso
La Chiesetta Alpina è un edificio religioso di dimensioni contenute, situato su un crinale panoramico e altro punto caratteristico del giro in moto. Serve come tappa di riflessione e pausa breve, inserita in un contesto di alta quota dove la strada diventa più tecnica e il traffico è minimo. La sua posizione la rende anche un ottimo punto di osservazione sulle dorsali dell’Oasi Zegna.
Queste deviazioni e tappe simboliche hanno funzione narrativa e tecnica: rompono la monotonia del percorso, introducono elementi culturali e storici, e permettono al motociclista di alternare guida, panorami e soste brevi, valorizzando al massimo il tratto alpino del Biellese.
La discesa e il rientro: tra spiritualità e panorami aperti
Santuario di San Giovanni d’Andorno (circa 1100 m) – Spiritualità alpina
Piccolo santuario arroccato sulla dorsale, punto di riferimento religioso e culturale della zona. La strada che porta al santuario è panoramica e poco trafficata, perfetta per assaporare l’atmosfera alpina in discesa prima di rientrare verso le dorsali principali. La sua collocazione elevata offre vedute sulle valli circostanti, ideale come pausa introduttiva alla parte finale del giro.
Santuario di Oropa (circa 1200–1250 m) – Meta simbolo del Biellese
Il Santuario di Oropa è una delle mete più iconiche della regione: complesso religioso, basilica e museo, immerso in un ambiente alpino di grande fascino. La strada di accesso, panoramica e ben asfaltata, consente di chiudere il tratto più tecnico del giro e godere di un momento di contemplazione prima della discesa vera e propria. Qui si percepisce il cuore culturale e spirituale del Biellese, inserito armonicamente nel contesto naturalistico.
La Trappa (circa 1000 m) – Monastero isolato e atmosfera sospesa
Ex monastero immerso nei boschi, La Trappa rappresenta una tappa di passaggio tra le quote alte e la parte collinare della discesa. La strada che lo collega al Santuario di Graglia è stretta e tortuosa, offrendo curve piacevoli e poco trafficate, mantenendo l’aspetto meditativo e raccolto del percorso.
Santuario di Graglia (circa 900 m) – Balcone panoramico
Posto su un rilievo con vista aperta verso il Canavese e la pianura, il Santuario di Graglia è un ottimo punto per ammirare il risultato del giro in moto alpino e apprezzare il contrasto con la pianura. La discesa verso Muzzano inizia qui, con strade più scorrevoli e ritmo più rilassato.
Muzzano (circa 400 m) – Rientro tra colline e laghetti
Muzzano offre un tratto di transizione verso la pianura, caratterizzato da strade meno ripide e panorami sui laghetti e sulle colline biellesi. Serve come tappa “di respirazione” prima di arrivare al Battistero di San Giovanni e Pieve di San Lorenzo, inserendo elementi culturali lungo il rientro.
Battistero di San Giovanni e Pieve di San Lorenzo (circa 350 m) – Tappa culturale finale prima della pianura
Questa è la tappa conclusiva del giro in moto alla panoramica Zegna rappresenta un arricchimento culturale del giro, con edifici religiosi storici che testimoniano la continuità storica del territorio. La strada che porta verso Ivrea e successivamente Torino è ampia e permette di riprendere ritmo e prepararsi al rientro in pianura, chiudendo l’anello con un giusto equilibrio tra guida, panorami e punti di interesse.
In questa fase, il percorso diventa più scorrevole, alternando curve dolci a rettilinei panoramici, consentendo di godere della guida senza la tensione dei tratti alpini, e integrando borghi e santuari come elementi narrativi e motivazioni del passaggio.
Cosa ci aspettiamo dal giro
La Panoramica di Zegna è un itinerario che richiede attenzione e pianificazione, soprattutto se inserita nella logica della roadmap dopo Lago d’Orta e Langhe e Roero. Anche se la distanza non è estrema, la varietà di quote, tipi di strada e pause rende necessario prepararsi con metodo.
Gestione della guida e del ritmo
- Le prime tappe collinari (Pavignano, Zumaglia, Pettinengo, Pianezze) servono a riscaldare la guida, prendere confidenza con curve continue e leggere variazioni altimetriche.
- Le dorsali alpine e i valichi (Bocchetta di Margosio, Bocchetta Luvera, Bielmonte, Galleria di Rosazza) richiedono maggiore concentrazione, attenzione a pendenze e curve e gestione della velocità nelle discese più tecniche.
- La discesa verso pianura e borghi (Oropa, Graglia, Muzzano) permette di riprendere ritmo senza stress, integrando soste panoramiche e culturali.
Soste strategiche
- Oasi Zegna / Fondazione Zegna: sosta principale, punto panoramico e di orientamento; momento ideale per fotografare, rifornirsi o semplicemente assaporare il paesaggio.
- Bocchetto di Sessera – Bosco del Sorriso: pausa rigenerante in quota tra boschi, utile per ristorarsi prima delle tappe finali alpine.
- Borgo di Rosazza: breve deviazione culturale, pausa in borgo storico prima di proseguire verso Oropa.
- Le tappe culturali nella discesa (Santuario di San Giovanni d’Andorno, La Trappa, Santuario di Graglia, Muzzano) offrono soste brevi ma significative, perfette per spezzare il percorso e valorizzare la narrazione del viaggio.
Condizioni e preparazione
- Tenere in considerazione il meteo in quota, variabile soprattutto in primavera o autunno.
- Il giro richiede una motocicletta ben preparata, gomme in buono stato e freni efficaci, perché alterna asfalto scorrevole, curve strette e tratti in quota più esposti.
- Pianificare l’uscita con tempo sufficiente per pause fotografiche, soste culturali e ristoro, evitando il rischio di correre tra un valico e l’altro.
Aspettativa complessiva
Questo itinerario non è solo un percorso da percorrere, ma un esperienza di progressione nel viaggio in moto: dalla pianura torinese alle dorsali alpine, passando per colline e borghi storici.
La Panoramica di Zegna permette di affinare la tecnica di guida, di immergersi nei paesaggi del Biellese e di costruire una memoria del viaggio che sarà utile anche per le tappe successive verso il Lago Maggiore.
E dopo?
Questo articolo rappresenta la fase di preparazione del viaggio, pensata per fornire strumenti di orientamento, riferimenti altimetrici, punti culturali e motivazioni dei passaggi lungo la Panoramica di Zegna. Non si tratta ancora di un racconto completo, ma di una guida per pianificare, visualizzare e vivere l’uscita con consapevolezza.
Il giro si inserisce nella roadmap in corso: dopo Lago d’Orta e Langhe e Roero, e prima della tappa verso il Lago Maggiore, costituisce il cuore alpino-minore, dove il viaggio in moto diventa progressivamente più tecnico e panoramico. Le tappe scelte permettono di allenarsi alla guida su diverse altitudini e tipologie di strada, bilanciando curve, rettilinei, valichi secondari e soste culturali.
Quando il giro sarà completato, l’esperienza reale permetterà di validare la sequenza pianificata, annotare eventuali varianti, aggiungere fotografie e impressioni di guida. In quell’occasione sarà anche disponibile il file GPX completo, così da permettere a chi desidera di replicare il percorso con precisione.
Per ora, però, l’obiettivo è preparare la mente e la moto: conoscere le tappe, le quote, le strade principali e secondarie, e visualizzare il percorso sulla travelmap allegata. La Panoramica di Zegna è un itinerario che si costruisce prima di percorrerlo, e la sua riuscita dipende tanto dalla preparazione quanto dalla guida stessa.
In altre parole, questo è il momento di attesa consapevole, dove ogni curva futura, ogni valico e ogni borgo storico è già presente nella mente del motociclista, pronto per essere vissuto. Il racconto completo, con sensazioni, dettagli delle soste e panorami reali, arriverà dopo la pedalata, e sarà l’occasione per chiudere il cerchio di questa tappa della roadmap.



