📍 Partenza e rientro: Torino
🌍 Area geografica attraversata: Piemonte meridionale, tra Asti, Cuneo e Alba
🏍️ Moto: CF MOTO 700MT ADV
🛣️ Distanza prevista: 210 Km
🏔️ Altitudine prevista (min/avg/max): 147 / 298 / 669 m

La seconda tappa della mia roadmap 2026 è un giro che profuma di colline, pietra antica e vigneti: Langhe e Roero. Un percorso ad anello con partenza da Torino, pensato per essere goduto senza fretta, perfetto per chi, come me, sta costruendo esperienza in sella (con la mia CF MOTO 700MT ADV) e vuole unire guida, panorami e soste “che valgono”.
La data è fissata: 21 marzo 2026. Non per inseguire record, ma perché l’inizio primavera è quel periodo in cui la luce cambia, l’aria è più pulita e le colline iniziano a “riaccendersi”. È il momento ideale per un giro che punta più al racconto che alla velocità.
L’itinerario per il giro in moto da Torino in Langhe e Roero è pensato per essere goduto con calma: tante soste, strade collinari scorrevoli e punti panoramici perfetti anche per chi, come me, sta facendo esperienza in sella.
Langhe e Roero: le tappe
Langhe e Roero sono due territori collinari del Piemonte meridionale, in provincia di Cuneo, appena a sud di Torino: una geografia fatta di crinali morbidi, vallate corte e saliscendi continui che in moto si traducono in strade “da ritmo”, più da fluidità che da velocità. Le Langhe sono l’immagine classica dei vigneti ordinati e dei borghi in altura, con castelli e punti panoramici che spuntano a ogni curva.
Il Roero, poco più a nord-est rispetto ad Alba, alterna vigne, boschi e piccoli centri con un carattere più vario e meno “da cartolina”, ma proprio per questo autentico.
Qui il paesaggio è un mosaico: filari, cascine, torri e campanili, strade provinciali che seguono le colline e ti costringono a rallentare nel modo giusto, mentre i nomi dei paesi coincidono spesso con quelli dei vini che li hanno resi celebri dando così al viaggio quel sapore unico di territorio vissuto, non solo attraversato.
Langhe e Roero in moto: il percorso
- Partenza e rientro: Torino
- Area geografica: Collina torinese → Astigiano → Langhe → Roero → rientro verso Torino
- Stile: panoramico e culturale, con tappe che spezzano bene la guida
- Idea della tappa: rendere “accessibile” un viaggio vero anche a chi non ha anni di esperienza. Si guida, ci si ferma, si osserva, si impara.
In sella alla mia CF MOTO 700MT ADV cerco un ritmo fluido e sostenibile: l’obiettivo non è fare chilometri a tutti i costi, ma costruire confidenza curva dopo curva, lasciando che il paesaggio faccia il resto.
Qui trovi anche la travel map con l’animazione del tragitto: chi segue la roadmap può visualizzare subito il giro e ritrovarlo facilmente sul navigatore.
Superga – la terrazza di Torino
Partire salendo a Superga è quasi un rito: ti mette subito fuori dal rumore della città e ti regala un affaccio largo sulla pianura. La Basilica è un punto iconico, ma qui il vero valore è l’atmosfera: è la prima pausa “mentale”, quella che ti fa entrare nel giro.
Baldissero – collina e respiro
Da Superga si scorre verso Baldissero, che è un passaggio naturale nella collina torinese. Qui il giro prende ritmo: curve gestibili, strada che invita a essere fluidi, e la sensazione di star entrando davvero in modalità “viaggio”.
San Damiano d’Asti – porta dell’Astigiano
Arrivare a San Damiano d’Asti significa entrare in un territorio che vive di colline e di vino: qui l’Astigiano si mostra con un carattere più “aperto”, meno scenografico delle Langhe ma perfetto come transizione. È una tappa utile anche mentalmente: una pausa in un centro abitato ben riconoscibile ti permette di fare un check tranquillo e ripartire sereno. E poi una parte di me ha origine proprio qui: mia madre è nata e vissuta in questo piccolo borgo ed è per me una tappa obbligata, come tornare a casa.






Neive – borgo elegante tra i vigneti
Il Castello di Neive e il suo centro storico hanno quel fascino piemontese fatto di pietra, ordine e silenzio. Neive è spesso citato tra i borghi più belli della zona e ha una cosa che mi piace molto: dà subito l’idea che nel territorio di Langhe e Roero non sei solo “in campagna”, sei in un paesaggio costruito nei secoli. E sì: siamo già nel mondo dei grandi rossi, perché qui ci si muove in area dove Nebbiolo e denominazioni importanti sono parte dell’identità.
Barbaresco – il nome che diventa paesaggio (e vino)
Barbaresco è una tappa inevitabile, perché è uno di quei casi in cui il nome del paese è anche il nome del vino. La torre che domina il borgo è un riferimento visivo perfetto per una sosta rapida: guardi i filari, capisci la geografia delle colline, e ti ricordi perché certe strade ha senso farle in moto (ti danno prospettiva, non solo destinazione).
Grinzane Cavour – storia “di sistema” nelle Langhe
Il Castello di Grinzane Cavour aggiunge un livello diverso: non solo bellezza, ma storia legata al territorio e alla sua valorizzazione. È uno di quei luoghi che raccontano come queste colline siano diventate ciò che sono oggi: non solo vigne, ma cultura, tradizione e identità. Una tappa che “struttura” il giro, dandogli un punto fermo.
Serralunga d’Alba – il castello che disegna l’orizzonte
Il Castello di Serralunga d’Alba è tra i più riconoscibili: slanciato, scenografico, con quell’aria medievale che rende la sosta subito memorabile. Qui vale la regola delle tappe migliori: anche se ti fermi pochi minuti, ti porti via un’immagine precisa. E nelle Langhe, le immagini contano quanto la strada.
Via Alba (SP125) – collegamento dentro le colline
Questo passaggio è pensato per non “tagliare fuori” il paesaggio. In zona, anche le strade di collegamento possono essere parte del viaggio: l’idea non è fare la tratta più breve, ma restare dentro l’esperienza collinare, tra crinali e filari.
Monforte d’Alba – belvedere naturale, atmosfera da borgo
Monforte ha un carattere più raccolto e “alto”. È una tappa che funziona perché spezza il ritmo con un borgo che sembra fatto apposta per essere osservato: pietra, prospettive, vie che salgono. È uno di quei posti dove capisci quanto le Langhe siano una sequenza di micro-mondi, uno diverso dall’altro.





Barolo – quando la destinazione è anche un simbolo
A Barolo non vuoi passare “in automatico”. È un nome che pesa: per il vino, per la storia, per il modo in cui ha reso questa zona riconoscibile ovunque. Qui l’idea è una sosta breve ma consapevole: una foto, due passi, e la sensazione di aver messo un punto al cuore del giro in moto tra Langhe e Roero. (E sì, anche qui: Barolo è Barolo, e già questo basta a dare significato alla tappa.)
La Morra – panorama e luce sulle vigne
La Morra è la tappa “aperta”: qui il paesaggio si allarga e ti fa vedere quanto sono grandi, davvero, queste colline. È il posto giusto per rallentare, guardare la luce che cambia e ricordarsi che un giro in moto, se fatto bene, è anche educazione allo sguardo.
Pocapaglia – cambio di atmosfera verso il Roero
Con Pocapaglia inizia il passaggio verso un territorio diverso. Il Roero, rispetto alle Langhe, spesso è meno “da cartolina” e più vario: tratti più boscosi, suoli diversi, strade che cambiano ritmo. È il punto in cui la tappa smette di essere solo “Langhe” e diventa davvero “Langhe & Roero”.
Canale – capitale del Roero (e del bianco che ci sta benissimo)
Canale è un nome importante nel Roero: qui il riferimento enologico diventa quasi inevitabile, perché il territorio è legato anche a grandi bianchi (pensa al Roero Arneis) oltre ai rossi. È una sosta che dà equilibrio al giro: dopo tante tappe “castello e crinale”, qui ti senti dentro un centro vivo, agricolo e autentico.
Montà – Roero più “verde”, tra boschi e strade piacevoli
Montà è il Roero più verde: una tappa che non serve a “fare il posto famoso”, ma a respirare l’atmosfera di un territorio che alterna vigne e bosco. Qui mi interessa soprattutto la guida: strade scorrevoli, non estreme, che ti permettono di tenere un passo rilassato e costante.



Pralormo – rientro ragionato, con un ultimo tocco storico
Pralormo è una tappa intelligente per rientrare verso Torino senza spezzare di colpo il viaggio. Il paese è noto anche per il suo castello e per eventi stagionali che richiamano molta gente: non è solo “un punto sulla mappa”, è un modo per chiudere la parte collinare con un ultimo riferimento culturale prima del ritorno.
Casa – rientro a Torino con la testa piena di colline
Il rientro è parte del giro tanto quanto la partenza: arrivare a casa non deve significare arrivare “cotto”. Questa tappa è costruita proprio così: tante soste brevi, paesaggio sempre presente, e un ritmo sostenibile.
Note pratiche
Questo giro nasce per essere vissuto con testa e margine:
- in inizio primavera possono esserci tratti umidi o freddi al mattino, soprattutto dove l’ombra resta più a lungo
- nelle colline il fondo può cambiare nel giro di pochi km: la regola è fluidità e attenzione, non fretta
- fermarsi spesso è parte dell’esperienza: serve sia per la guida sia per godersi davvero i luoghi
Travel map e traccia GPX
Per questa tappa pubblicherò la Travel Map (video su YouTube con il percorso animato sulla cartina), così il giro è chiaro a colpo d’occhio.
Travel Map YouTube: la trovi QUI
Download traccia GPX: la renderò disponibile nella pagina roadmap al termine del giro e con l’articolo finale
Se vuoi vedere tutte le destizioni, qui trovi la roadmap 2026 completa dei giri in moto
