

Oggi “tecnologia” non è un contorno: è parte integrante del lavoro del fotografo. Non perché serva l’ultimo gadget, ma perché il digitale e i social hanno cambiato il valore della foto.
Una volta lo scatto era il punto finale. Adesso, soprattutto in un evento live, lo scatto è solo l’inizio: selezione, invio foto in tempo reale, pubblicazione, riutilizzo. Se quel flusso si inceppa, anche la foto migliore rischia di arrivare quando “non serve più”.
Ecco perché negli ultimi anni ho iniziato a lavorare in modo sempre più strutturato sul concetto di fotografia sportiva in tempo reale: non come slogan, ma come obiettivo misurabile e ripetibile.
Il digitale ti permette di scattare molto di più rispetto all’era analogica. Il problema, però, non è solo “quanti scatti fai” ma come li gestisci.
Nel mio caso (basket e competizioni di danza sportiva/caraibica), il quadro tipico è questo:
Questo significa una cosa semplice: il vero lavoro non finisce quando premi il pulsante. Finisce quando le immagini sono state consegnate (e spesso pubblicate).
Per me la definizione è molto concreta:
La difficoltà cambia tantissimo in base al contesto:
Qui non si parla di “chi è più avanti”, ma di quanto contenuto circola e di quanto il flusso condizioni tutto.
| Contesto | Ritmo/tempi di invio | Volumi indicativi | Cosa ci dice |
|---|---|---|---|
| NBA / wire (linee guida operative) | Linee guida foto evento live: 2 immagini pre-gara + 5–7 immagini tra i periodi, più invii “game specific” (Getty Images Contributor Community) | Un fotografo NBA può arrivare a 800–1.200 scatti in una giornata di gara (dipende dal ruolo e dalla copertura) (PetaPixel) | La pressione è continua: il “racconto” si costruisce mentre l’evento accade, non dopo. |
| LBA (Serie A) – macchina contenuti ufficiale | Distribuzione di contenuti (“First Wave”) entro un’ora dalla fine della partita (infront.sport) | Produzione e gestione industriale di asset per broadcast/social/club (infront.sport) | Anche qui il digitale impone velocità: non solo foto, ma contenuti pronti e riutilizzabili subito. |
| Il mio workflow (basket + danza) | Obiettivo: < 60 secondi dallo scatto per le immagini selezionate | ~500 scatti, ~30 key images | Portare una logica “real time” anche dove non esiste una struttura enorme che ti supporta. |
Per spiegare bene dove entra la tecnologia, parto dalla cosa più importante: il workflow fotografia sportiva.
Il mio sistema nasce proprio dall’esigenza di ridurre i colli di bottiglia tipici:
Nel progetto ho costruito una pipeline che, partendo dalla selezione delle immagini, automatizza passaggi come naming, watermark, formati e distribuzione multi-destinatario. L’obiettivo dichiarato è consegnare le immagini selezionate in meno di 60 secondi dallo scatto.
👉 Per il dettaglio tecnico completo del sistema (architettura, componenti, logiche e roadmap), trovi tutto qui: INVIO FOTO IN TEMPO REALE.
E se ti interessa l’approccio “metodo + gestione” dietro al progetto (perché non è solo tecnologia), qui c’è la pagina che lo racconta: Project Management e fotografia sportiva (basket e danze caraibiche)
Anche con un sistema automatizzato, i minuti si bruciano soprattutto in due punti:
Ed è qui che l’AI fotografia sportiva smette di essere fuffa e diventa utile: non per “inventare”, ma per accelerare decisioni ripetitive.
Tutto questo posto che tu abbia fatto un buon bilanciamento del bianco e impostato correttamente i parametri di scatto in macchina in modo da non dover effettuare alcuna post produzione (a meno di crop/raddrizzamento, appunto)
Una buona AI può aiutare a ridurre scatti ridondanti e a far emergere:
In pratica: selezione automatica foto come supporto, non come giudice finale.
Tagging e metadati sono il vero valore quando hai archivi grandi. L’AI può aiutare a cercare e raggruppare (atleti, numeri, tipologie di azione) e rendere l’archivio riusabile.
Non “magia”, ma accelerazione: suggerimenti di ritaglio, raddrizzamento, uniformità output.
Oggi lo stesso contenuto deve vivere su:
Un supporto AI qui significa meno tempo a fare “tagli tecnici” e più tempo sul racconto.
Contro
Nel basket, anche fuori dai riflettori massimi, l’aspettativa è spesso: “serve per raccontare subito la partita”. La foto in tempo reale è parte del gioco mediatico.
Nelle competizioni di danze caraibiche, invece, la richiesta può essere diversa: spesso c’è un servizio orientato all’atleta (anche con tempi rapidi), ma non sempre c’è la stessa urgenza “da notizia” minuto per minuto.
Cambia anche la narrazione:
È anche per questo che mi interessa costruire un metodo che possa adattarsi: stessa logica di workflow, esigenze diverse.
Se vuoi esplorare questi contenuti sul blog, trovi anche le sezioni dedicate:
Quello che vedo arrivare è molto concreto:
E una cosa va detta: le foto non bastano più sempre. Il video (anche breve) diventa un pezzo del racconto, e la sfida sarà integrare flussi e tempi senza sacrificare qualità e senso.
È un approccio in cui la foto non viene consegnata “dopo”, ma durante l’evento, con tempi compatibili con la pubblicazione digitale: l’immagine arriva quando l’azione è ancora “calda” e utile per raccontare.
Sì, se la usi come supporto: riduce ridondanze, accelera la scelta, aiuta su crop/raddrizzamento e tagging. Ma l’ultima parola deve restare umana: la scelta “editoriale” non si delega.
Sì, se la usi come supporto: riduce ridondanze, accelera la scelta, aiuta su crop/raddrizzamento e tagging. Ma l’ultima parola deve restare umana: la scelta “editoriale” non si delega.
Puoi scrivermi direttamente in DM sui miei canali social, oppure usare il modulo dedicato sul sito: MODULO DI RICHIESTA INVIO FOTO IN TEMPO REALE
Le cose che mi aiutano a impostare bene l’evento live e l’invio foto in tempo reale sono:
Per partire, basta scrivermi in DM o compilare il modulo richiesta foto evento live